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Aspetti clinici delle cure palliative » Conoscere il dolore

Il dolore è un'esperienza soggettiva nella quale si intrecciano stati emozionali e fisici; proprio per questo può avere delle ricadute devastanti sulla fase terminale della malattia.

Può accadere che il paziente alla fine della vita si trovi ad affrontare sintomi estremamente dolorosi del tutto inconsapevole o erroneamente informato circa la reale possibilità di contenimento delle proprie sofferenze.

Il sollievo dal dolore nella fase terminale della malattia, infatti, è possibile all'incirca nel 90% dei casi.

La diffusione di una corretta conoscenza del dolore e del suo trattamento persegue l'obiettivo di aiutare le persone malate in fase terminale, e coloro che li assistono, a superare eventuali pregiudizi e decidere in maniera autonoma e consapevole di ricorrere alle cure palliative.

Ma che cosa vuole dire esattamente provare dolore? Significa avvertire consapevolmente un male corporeo. La percezione dolorosa è il risultato finale di una serie di stimoli che, sommandosi, coinvolgono le aree recettive del sistema nervoso.

Il dolore può essere acuto o cronico. Il primo è un fenomeno che giunge inaspettato e la cui durata è legata alla presenza del danno o della patologia che lo ha provocato; il dolore cronico, invece, persiste per un periodo di tempo prolungato ed è resistente a molti trattamenti medici.

Il dolore acuto rappresenta una sorta di campanello d'allarme poiché in genere ci allerta circa la presenza di stimoli, presenti nell'organismo o nell'ambiente circostante, potenzialmente dannosi per la nostra salute. Questo dolore si può, in un certo senso, considerare utile proprio perché rivelatore di un pericolo per il nostro corpo.

Il dolore cronico, invece, non riveste alcuna utilità in quanto la condizione patologica che ne è all'origine è ampiamente conosciuta e il suo perdurare nel tempo non può che deteriorare sempre più la qualità di vita del paziente che ne è afflitto.

Un dolore inutile, dunque, e come tale da trattare e contenere il più e il prima possibile.

Il dolore cronico causato da numerose patologie degenerative, neurologiche e oncologiche, soprattutto nelle fasi avanzate e terminali della malattia, viene definito, a sua volta, come dolore totale in quanto in esso confluiscono aspetti fisici, psicologici, sociali e spirituali.

I più recenti dati epidemiologici relativi al dolore dicono che in tutto il mondo sono milioni le persone che affrontano la fase terminale della malattia afflitte da gravi sofferenze.

Tuttavia permangono considerevoli ostacoli (soprattutto culturali e di tipo burocratico) a un adeguato trattamento del dolore e, più in generale, a una maggiore diffusione delle cure palliative.

In che modo favorire il ricorso alla terapia del dolore?

  • facilitando la reperibilità e la prescrivibilità dei farmaci antalgici a scopo terapeutico;
  • favorendo la continuità degli interventi tramite specifiche forme organizzative;
  • incrementando il livello di formazione per gli operatori sanitari e di informazione per gli utenti della Sanità.

Per visualizzare un elenco della normativa di riferimento delle cure palliative in Italia vai alla pagina Normativa della sezione Introduzione del presente sito » [...]

Per saperne di più sulle strategie di lotta al dolore a livello internazionale vai al sito dell'Organizzazione Mondiale della Sanità "WHO Pain & Palliative Care Communication Program" http://www.whocancerpain.wisc.edu/index.html

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Ultima modifica: 26.2.2008